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EpifaxPapa Francesco ero molto legato alla epifania, una festa che porta con sé un significato profondo e ricco di simbolismo, intrecciando leggende storichetradizioni religiose e culturali ricche di fascinoL’“epipháneia”, celebra oggi 6 gennaio l’apparizione, la manifestazione di Gesù a tutti i popoli rappresentati dai Magi e nella tradizione cristiana, è associata principalmente al racconto evangelico della visita dei Magi a Gesù Bambino. I Magi, spesso identificati come tre saggi o re provenienti dall’Oriente, seguono una stella luminosa che li guida fino a Betlemme. Qui, offrono i loro doni – oro, incenso e mirra – ciascuno carico di significati simbolici: l’oro è un omaggio alla regalità di Gesù, l’incenso è un segno della sua divinità e la mirra, un unguento usato per le sepolture, prefigura il suo sacrificio e la sua morte redentrice. I Magi, abituati a scrutare nei cieli i segni della storia cercano il re dei re, e che cosa vedono? Non una reggia, ma una semplice stalla. Non una persona potente, ma un bimbo fragile custodito da una donna. Ci dicono così che i  destini del mondo non sono scritti tra le stelle, ma tra le pieghe delle vicende umane, in quelle dei piccoli e degli umili, dove Dio ama nascondersi. La luce, annunciata da Isaìa, non si sprigiona dai potenti, ma dai poveri e dagli oppressi, ai quali sono restituite dignità e giustizia per rinascere in una umanità nuova, chiamati a formare un solo corpo, nella pace. Questo episodio di Gesù bambino nella mangiatoia, narrato nel Vangelo di Matteo, è stato interpretato nei secoli come un messaggio universale di fede e speranza rendendo la figura dei Magi particolarmente affascinante. Sebbene il Vangelo non specifichi il loro numero, la tradizione li ha identificati in tre maghiforse in riferimento ai tre doni offerti -Melchiorre, Gaspare e Baldassarre che compaiono per la prima volta in testi medievali e oramai sono entrati a far parte dell’immaginario collettivo. Sono maghi ?Sapienti, astronomi ? Si va solo che “venivano da lontano” Rappresentano anche simbolicamente le diverse età dell’uomo -giovane, adulto e vecchio - e le tre principali aree del mondo conosciuto all’epoca: Europa, Asia e Africa. Questa celebrazione mette in evidenza un tema centrale della fede cristiana: la rivelazione di Gesù Cristo come Salvatore non è solo per il popolo ebraico, ma per tutta l’umanità. I Magi, rappresentanti dei popoli pagani, riconoscono e adorano il Bambino, sottolineando l’universalità del messaggio di salvezza. Questa dimensione universale è ancora oggi un invito a riflettere sulla fraternità e sull’unità tra i popoli, superando barriere culturali e religiose. Questi pellegrini, questi “cercatori di Dio che non conoscevano la Bibbia, ma confidavano  nel segno di una stella, oltre che nel loro sapere, ci fanno ancora compagnia e li riconosciamo sempre più nei cosiddetti “pellegrini” per la loro posizione vuoi religiosa vuoi geografica, con il loro carico di domande e doni simbolici. Anche se tutta la vicenda fosse stata solo un artificio letterario propagandistico (la redazione di Matteo si colloca dopo il 70 d.C. quando il cristianesimo si stava diffondendo fuori dalla Palestina), non cambia il contenuto nel messaggio di un Messia rivelatosi a tutti.

Mai dimenticando che in fin dei conti i Re Magi sono personaggi secondari e aneddotici: il centro della scena è Gesù. Come loro, anche gli uomini pellegrinisono alla ricerca di una speranza e i Re Magi continueranno, forse, a guidarli ancora .

Con il passare del tempo l'epifania divenne una generica rivelazione. In questo significato fu usata per la prima volta da James Joyce nella sua splendida raccolta di racconti Dubliners. Questi raccontava che una certa situazione può talvolta portare ad una profonda riconsiderazione di sé e della vita. Dunque ad una realizzazione improvvisa. In questo significato rappresenterebbe una sorta di illuminazione, anche interiore.

Dal punto di vista liturgico, l’Epifania invita i fedeli a riflettere sulla luce che il Cristo porta nel mondo e sull’invito a riconoscerlo nella nostra vita quotidiana. Come i Magi, siamo chiamati a seguire la nostra stella interiore, a cercare e riconoscere ciò che è divino nelle nostre esperienze e relazioni. In questa festa, si intrecciano fede, speranza e la bellezza di un messaggio che continua a risuonare nel cuore di molti. L’Epifania è anche un’opportunità per meditare su valori universali come la pace, la solidarietà e l’accoglienza. Il viaggio dei Magi diventa metafora del cammino spirituale che ciascuno di noi è chiamato a compiere, un percorso fatto di ricerca, dono e apertura al mistero del divino portandocon sé una carica di simbolismo e rappresenta un momento cruciale nella tradizione religiosa.Dal punto di vista cristiano, l’Epifania è un momento di rivelazione e accettazione della divinità di Gesù. È il momento in cui la luce della stella cometa illumina il cammino dei Magi, indicando la via verso la verità e la salvezza. Questo evento simboleggia la universalità della salvezza offerta da Gesù Cristo e l’invito a tutti i popoli a riconoscerlo come il Messia atteso che offre un messaggio di speranza, luce e amore che continua a risplendere nei cuori dei credenti attraverso i secoli.

Leo Nodari