
L’ultima cena: per me è la scena più drammatica del percorso della croce. Cristo al centro. Al suo lato i discepoli prescelti ed eletti che Gesù convoca sempre a testimonianza dei momenti più alti. Un traditore, e lui lo sa. E un gruppetto di vili incapaci di pregare una sola ora, che scapperanno e negheranno tra poche ore. Quanti ne abbiamo visti di questi squallidi personaggetti nella nostra vita e quanti ne vediamo ogni giorno di questi vili, pronti a tradire, a strisciare , a leccare, loro una vita a testa bassa, con le loro ciabatte vecchie mentre esultano per l’isola dei famosi, la loro poltrona lercia mentre vedono il grande fratello, l’ultimo libro dei tempi della scuola, l’unico film è di Checco Zalone. Gesù il Cristo annuncia il tradimento di uno degli apostoli mentre una croce, in alto, sullo sfondo, è già stata eretta per lui, il Cristo, il figlio di Dio, un giusto vittima del popolo che tra poche ore chiamerà a gran voce, la sua flagellazione. E’ una scena drammatica che si ripete da secoli. Come nel Getsèmani, in cui un gruppo di violenti armati schiaccia ogni idea di giustizia. E’ una scena che si ripete da secoli e anche oggi, davanti ai nostro occhi ogni volta che le nostre esperienze, la fatica di vivere, il dolore, la malattia, la solitudine, tutte le forme tentacolari con cui si rappresenta il male ci sono poste davanti e ci chiedono quasi di essere volute, assunte, come una sfida .“Non la mia ma la tua volontà sia fatta!”. Ma l’ora è venuta. Lui lo sa. L’ora prevista è arrivata. Tutto sta per finire. Il giorno temuto è arrivato. La croce è già li per lui. Potrebbe ancora salvarsi. Ora ha paura. Tutti lo hanno abbandonato, mentre stanno per tradirlo, il Cristo, il Dio fatto uomo ha paura. "Alza il pane, spezza il pane” trasformando un atto fisico in un profondo significato spirituale. E sa che volendo potrebbe ancora salvarsi. Lotta con i dubbi. I soldati del sinedrio stanno per venirlo a prendere. Ma potrebbe ancora salvarsiandare via, non farsi trovare da Giuda. Due volontà si affrontano. L'ora intravista fin dall'inizio, l’ora annunciata dai profeti, l’ora attesa dal Battista, annunciata ai discepoli, gli attimi della croce stanno per compiersi. Quell'ora improvvisamente è temuta ma dice “Non sia fatta la mia, ma la tua volontà" (Lc 22, 42).. La volontà di Cristo è duplice: divina e umana. Divina, perchè perfettamente identica a quella del Padre. Umana perché sente la paura della morte. Il Cristo ha paura. Ci è rivelata l’umanità del Cristo, in tutto simile alla nostra. Il figlio di Dio sente l’orrore delle sofferenze. Una croce l’attende. E lui lo sa. Lo sa dall’inizio. Secondo la Chiesa neppure per un istante questa volontà è stata tenuta in sospeso. Non ne sono così sicuro. Anzi ho forti dubbi. Mi sono chiesto tante volte cosa avrà pensato davvero mentre veniva accolto mentre le palme sventolavano per lui, mentre è all’ultima cena, ma lui conosceva il finale. Cosa deve aver pensato, sulla via dolorosa del Golgota, tra gli insulti della gente che gli preferisce il bandito Barabba ? Cosa avrà pensato davanti al vile Pilato da Bisenti, che lo considera innocente, ma lo condanna alla croce per compiacere Caifa e i sacerdoti? Cosa avrà pensato mentre era in catene, flagellato, disprezzato, deriso, tradito, abbandonato, schernito. Cosa avrà pensato strisciando sotto il peso della sua croce, contorcendosi al suolo nel suo sangue tra i fischi, i colpi e gli insulti del popolo ? Cosa avrà pensato mentre, umiliato, frustato, con la veste di Erode si asciugava il sangue del volto. Cosa deve aver pensato sotto la croce ? Forse avrà pensato che nei momenti di dolore, di oscurità e grande paura bisogna tacere. Accettare la prova e avere il coraggio di tacere. Affidandosi a Dio. Il suo amore è come la croce: non è negoziabile: non abbiamo fatto nulla per meritarlo. Il suo amore è incondizionato, non dipende da te. Puoi avere idee sbagliate, puoi averne combinate di tutti i colori, ma il Signore non rinuncia a volerti bene. Nel piccolo orto del Getsemani sul monte degli olivi Gesù ci mostra come affrontare i momenti difficili e le tentazioni più insidiose, custodendo nel cuore una pace che non è distacco, non è impassibilità ma è abbandono fiducioso al Padre e alla sua volontà di salvezza, di vita. Con il suo calvario Gesù apre per noi la via della fede, la possibilità di risorgere. Anche se chiede umanamente di allontanare il calice egli sa che per giungere al vero trionfo deve fare spazio a Dio. E per fare spazio a Dio c’è un solo modo: l’accettazione. Con la croce, non si può negoziare. E’difficile. Certo. Ma non si può negoziare. O tutto o niente. O la si abbraccia, o la si rifiuta. Con il suo calvario Gesù ci ha aperto la via della fede e della salvezza. Che prevede anche la croce. L’unica speranza per l’uomo.
Leo Nodari

