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ZazzazaDal vuoto abissale di un sepolcro oggi esplodono domande che cambiano la vita di ognuno di noi. Siamo fermi, increduli, mentre esplodono le parole del Vangeloche ci invitano acelebrare la Pasqua, la vita, la resurrezione, la redenzione dei peccati.Il venerdì davanti al pretorio, avevano trascinato un predicatore trentenne ebreo della Galilea, un rabbì di Nazaret, tale Yehoshua ben Yosef, nella forma abbreviata Yeshùa. Un’altra sentenza di morte, una delle tanteper il caso giudiziario più celebre e clamoroso della storia dell’umanità. Lo inchiodano sul patibulum del Golgota per volontà dell ‘”òchlos”, la folla che da sempre segue i Barabba di turno. Sulla tomba di quell’uomo massacrato, frustrato, inchiodato, scrivono“Hic jacet” e lo depongono dentro il sepolcro. Eppure all’alba della domenicamentre la luce del primo sole spazzava l’erba coperta di rugiada,alle le donne  che si recavano al sepolcro l’angelo dice. “Perché cercate tra i morti colui che è vivo ? Non è qui, è risorto”. Loro si interrogarono, e lo faccio anch’io 2000 anni dopo. Davanti al mistero del sepolcro vuoto mi chiedo: cosa ci dice oggi la Pasqua? 

Cosa ci dice il sepolcro vuoto,l’immagine forte, vera, potente della rivoluzione cristiana, che spargenel mondo l’idea di uguaglianza fra gli uomini, fino ad allora assente. Prima di Cristo nessuno aveva mai detto che gli uomini sono uguali e fratelli tutti, ricchi e poveri, credenti e non credenti,  e nessuno prima aveva detto che nel centro della nostra esistenza dobbiamo situare l’amore tra gli uomini. Ama il prossimo come te stesso”.Erano parole già scritte nell’Antico Testamento, ma sono diventate il fondamento della rivoluzione cristiana. Sono la chiave di tutto. Il sepolcro vuotoè il simbolo del dolore umano e nello stesso tempo della speranza che si spande. La pietra rotolata lontano  è il segno della vita che vince la morte. Non conosco altri segni così rivoluzionari, che diano con tanta forza il senso del nostro umano destino.Cosa dicre un sepolcro vuoto a chi non condivide la fede e la speranza? Ai tante uomini crocifissi dice che sperare è possibileA tutte le persone in difficoltà, a chi ha timore, ai padri che non sanno come sfamare la famiglia, a chi teme per il lavoro, alle madri che piangono in silenzio perché non vedono un futuro sereno per i loro figli dice che la Pasqua è possibile. Ai bambini e le madri sotto le bombe dice che è loro il regno dei cieli.

Le parole delle tante persone che incontro, mi danno la percezione di un peso quotidiano che grava sull’uomo, di una diffusa sensazione di malessere, una fatica di vivere. È un atteggiamento che si traduce poi in un tirare avanti, un sopravvivere a se stessi piuttosto che affrontare la vita, pur, a volte, nei suoi risvolti di difficoltà, durezza, oscurità. Penso soprattutto ai malati, a coloro che soffrono, a coloro che non sanno a chi comunicare la loro angoscia, ai poveri, ai disperati, ai giovani senza speranze. Un popolo sterminato che cerca salvezza. Penso agli studenti che incontrerò martedì, sbruffoni e timidi, così belli e fragili che si capisce che vorrebbero poter contare solo su ciò che sanno, e non su chi conoscono. E mi chiedo, oggi, proprio oggi, cosa dice un sepolcro vuoto a chi anela ad un futuro migliore, a chi si sballa per non pensare, a chi si “sfascia” con la bottigliaa chi cerca rifugio nelle droghe, a chi cerca protezione in un angolo vuoto, a chi anela giustizia, a chi ha paura di credere, ai lavoratori sfruttati. Mentre la maggior parte dell’umanità vive crocifissa dalla povertà, dalla fame, dalla scarsità d’acqua e dalla disoccupazione, mentre crocifissa è anche la natura lacerata dall’avidità industriale che si rifiuta di accettare limiti. In quel sepolcro vuoto la rivoluzione di Cristo Risortotrasforma tutto, non cancella la sofferenza, ma le dà un senso; non cancella il peccato ma lo rende occasione di perdono; non cancella la morte, ma la apre alla vita. Quel sepolcro vuoto è un invito alla speranzaper tutti gli esclusi dai circuiti della cultura predominante e per tutti coloro che sono curvi sotto i pesi della vita. “Spes contra spem”. Come scrivevaDon Tonino Bello“Coraggio! Irrompe la Pasqua! È il giorno dei macigni che rotolano via. È la festa degli ex- delusi della vita, nel cui cuore all’improvviso dilaga la speranza. La Pasqua sconfigga il nostro peccato, frantumi le nostre paure e ci faccia vedere le tristezze, le malattie, i soprusi e perfino la morte, dal versante giusto: quello del “terzo giorno”. Da quel versante, le sofferenze del mondo non saranno per noi i rantoli dell’agonia, ma i travagli del parto.”

Buona Pasqua

Leo Nodari