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La Ruzzo Reti chiude il 2019 con un milione di euro di attivo in bilancio. Sull'utile di esercizio (1.071.470 euro) non ha inciso il contributo dato una tantum per il cratere: un ente terzo risarcisce alla Ruzzo Reti le bollette che i cittadini non hanno pagato in seguito al sisma.
I costi per i servizi sono in aumento, alcuni in maniera imprevista come, ad esempio, quelli di analisi di laboratorio, ma necessari per la sicurezza e la qualità dell'acqua che la Ruzzo Reti assicura a 400 mila cittadini. La pianta organica dell'acquedotto, con le sue 279 unità (che in estate arrivano a 284 con gli operatori assunti a presiedere i depuratori di notte), è in linea con le disposizioni dell'Assi. Compresi gli interinali, assunti per garantire i servizi dell'Ente.
Per quanto riguarda il costo della bolletta dell'acqua la provincia di Teramo, nonostante l'aumento, è al settantesimo posto su 106 province italiane esaminate nello studio di Cittadinanzattiva.
Esistono delle criticità ereditate dal passato ma si tratta di un bilancio veritiero che rappresenta una lenta ripresa dell'Ente, sempre più esempio virtuoso per gli acquedotti abruzzesi che chiedono collaborazione per i modelli del Ruzzo.

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