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ANDREACORE2Il Gruppo Nazionale  Nidi e Infanzia  o meglio il coordinamento territoriale Abruzzo scrive al comune sull'annoso problema dell'esternalizzazione con bando degli asili nidi di Teramo.

Il coordinamento scrive al Sindaco Comune di Teramo Gianguido D'Alberto, all'Assessore Pubblica Istruzione del Comune di Teramo Andrea Core e p.c. al Dirigente USP  Dr.ssa Maria Cristina Di Nicola

La lettera:

Gentilissimi Sindaco e Assessore,
Il Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia, nello specifico il Coordinamento Territoriale Abruzzo, Associazione che si occupa di infanzia, delle bambine e dei bambini intesi come cittadini già del presente, persone che si stanno formando nella relazione con gli altri, siano essi adulti, bambini, ambienti e contesti che li accolgono. A Teramo, da quasi quaranta anni il Gruppo è stato presente come sostegno tecnico di quei Nidi che in città sono esempio e luogo di scambio per altre realtà regionali ed extra regionali. I nidi comunali teramani hanno avuto sempre ben chiaro come obiettivo la centralità dei diritto all'educazione e all'apprendimento dei bambini e delle bambine e il loro ben-essere. Tutto questo in uno stretto e dinamico dialogo tra l'Amministrazione Comunale, le educatrici e i genitori, invitati a partecipare all'esperienza educativa come interlocutori attivi e protagonisti di diversi e differenti esercizi di cittadinanza. I servizi educativi comunali di Teramo sono luoghi di competente esperienza pedagogica fatta di sollecitazioni in merito a nuovi e sperimentali percorsi educativi, che nel tempo hanno accompagnato la nascita dello zererosei nazionale, per lungo tempo sperato e tanto voluto, inteso come quotidiano impegno a prendersi cura della cura e dell'educazione dei Cittadini da zero a sei anni (decreto legislativo 65 del 2017) . Oggi, nell'apprendere che l'Amministrazione Comunale di Teramo si prepara a disporre che la gestione del servizio di " Asilo Nido" avvenga mediante affidamento a ditta esterna, per mezzo di appalto di servizi, con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, coprendosi e facendo riferimento a una imprecisa e non condivisibile interpretazione del "modello Reggio Emilia", ci sollecita ad intervenire come tecnici e come esperti del settore, per portare un contributo critico e innovativo, per stare al fianco dell'Amministrazione nel definire una proposta di un progetto serio e condiviso guardando alle scelte, locali e nazionali.

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