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Assemblea dei sindaci del Mote oggi pomeriggio a Teramo: al centro del confronto la necessità, definita unanime, di scongiurare il fallimento della società e individuare in tempi rapidi una soluzione condivisa tra i Comuni soci. Nella prima riunione operativa, il sindaco di Teramo ha relazionato con gli altri primi cittadini rimarcando come la società “vada salvata a tutti i costi”, anche per le conseguenze che un eventuale crack produrrebbe sugli enti locali e sulle società pubbliche coinvolte. Sul tavolo, infatti, è emersa con forza la prospettiva dell’acquisizione del ramo d’azienda del Mote da parte della Team (Teramo Ambiente): un passaggio considerato strategico per consolidare servizi e gestione.

VERSO UNA NUOVA SOCIETÀ CON I COMUNI SOCI

Accanto all’operazione Team, l’assemblea ha ragionato anche su un altro scenario: costituire una nuova società che coinvolga i Comuni soci del Mote, oltre al Comune di Teramo, così da mettere in sicurezza la governance e rendere sostenibile il percorso di rilancio.

“Abbiamo concordato che va scongiurato il fallimento di Mote, ora stiamo cercando di capire come”, è la linea tracciata durante la riunione. In prospettiva, l’inserimento del Mote dentro la sfera Team renderebbe Teramo Ambiente più forte anche nei rapporti con Poliservice, aprendo il varco alla costruzione di una multiservizi con Team capofila, insieme al Ruzzo, per dare vita a un sistema integrato più stabile e competitivo.

COMUNI SOTTO LA LENTE DELLA CORTE DEI CONTI

Il tema ha un risvolto anche contabile e istituzionale: i Comuni del Mote risultano già attenzionati dalla Corte dei Conti, che avrebbe invitato gli amministratori a predisporre accantonamenti sui debiti accumulati. Un fallimento, quindi, non sarebbe solo una sconfitta industriale ma anche un possibile aggravio sui bilanci comunali e sui profili di responsabilità amministrativa.

Anche Team, è stato evidenziato, rischierebbe molto dall’eventuale default del Mote, soprattutto dopo aver già internalizzato di fatto l’organizzazione: l’azienda ha infatti assorbito il personale e lo sta pagando secondo gli accordi interni.

IL PIANO: RATEIZZAZIONE SU CINQUE ANNI

Per evitare il peggio, l’assemblea ha discusso una possibile strada: rateizzare il debito su cinque anni, prevedendo una maxi rata finale, per un importo complessivo di circa 1 milione e 800mila euro. Una manovra impegnativa, ma considerata necessaria per mettere al riparo l’intera operazione e garantire continuità ai servizi.

L’INTERVENTO DI MONTORIO: “SERVE UN’AZIONE POLITICA CON LA REGIONE”

Nel corso dell’assemblea è intervenuto anche il Comune di Montorio, con il sindaco Fabio Altitonante, che ha ribadito la volontà di salvare il percorso, pur ponendo l’accento sul bisogno di un’iniziativa politica più ampia, capace di coinvolgere anche la Regione Abruzzo.

Altitonante, inoltre, punterebbe a rafforzare l’operazione attraverso un coinvolgimento della Regione, anche tramite un’azione mirata su specifiche leve finanziarie: tra le ipotesi citate, il finanziamento della piattaforma e l’aumento del contributo, strumenti che potrebbero dare ossigeno e rendere più sostenibile l’intervento.

IL NODO: SALVATAGGIO E NUOVO ASSETTO DEI SERVIZI

Il messaggio che esce dall’assemblea è netto: il fallimento va evitato e, parallelamente, va costruito un nuovo equilibrio societario e industriale. Da qui la doppia pista: acquisizione del ramo d’azienda del Mote da Team e valutazione di una nuova società con i Comuni soci, con l’orizzonte di una multiservizi più forte, capace di garantire servizi e stabilità finanziaria ai territori coinvolti.

Domani in calendario c'è un nuovo incontro.