Prime indiscrezioni e primi movimenti in vista delle elezioni per il Consiglio provinciale di Teramo, in programma l’8 marzo. Un appuntamento che, pur riguardando un’assemblea eletta di secondo livello, sta già animando il confronto tra partiti e amministratori locali. In casa centrosinistra circolano con insistenza i nomi di Varani, Raiola, Papa e Bartolini, tutti espressione del Consiglio comunale di Teramo. Due di questi, qualora la coalizione di sinistra dovesse vincere le amministrative nel capoluogo, sarebbero destinati a lasciare il seggio comunale, elemento che rende ancora più complesso il puzzle delle candidature. Tra i profili attenzionati c’è anche quello del vice sindaco di Alba Adriatica, Tribuiani, che nelle ultime ore starebbe rivalutando la possibilità di scendere in campo. Un eventuale passo indietro potrebbe favorire il ritorno in Provincia di Scarpantonio, che avrebbe manifestato l’interesse a riprendere un ruolo nell’ente.
Lo scenario è reso ancora più interessante dal fatto che, una volta ricostituito il Consiglio provinciale, il presidente Camillo D’Angelo avrà dieci mesi di tempo per proseguire il proprio mandato prima di tornare al voto per la presidenza. Un passaggio che, come noto, rappresenta un obiettivo particolarmente appetibile per il centrodestra, deciso a rigiocare la partita.
Sul fronte delle liste, al momento se ne contano quattro:
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una del centrodestra, che dovrebbe riproporre il marchio “La Forza del Territorio”;
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una riconducibile al presidente D’Angelo;
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una del Partito Democratico;
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una di Azione, che dovrebbe correre in solitaria.
All’interno del Pd, il nome che emerge con maggiore forza a sostegno del presidente è quello di Dino Pepe, mentre Sandro Mariani segue l’evoluzione del quadro ma senza un coinvolgimento diretto particolarmente marcato.
Le prossime settimane saranno decisive per definire assetti, alleanze e candidature. L’8 marzo non assegnerà solo i seggi del Consiglio provinciale, ma inizierà a disegnare anche gli equilibri politici in vista della futura sfida per la presidenza dell’ente.

