



Alla fine, qualcosa si è mosso. Teramo Ambiente è riuscita a sostituire i cartelli che modificano il senso di marcia all’Arco di Porta Melatina. Bene. Ma il problema vero è tutto ciò che ruota attorno a questo piccolo intervento, che racconta molto del modo in cui vengono gestite le trasformazioni della viabilità in città. Da ieri si entra da Piazzale San Francesco e non si esce più. Una novità che, se non si alza lo sguardo per leggere i cartelli – ammesso che siano ben visibili – rischia di trasformarsi nell’ennesima trappola per automobilisti. Eppure, solo qualche tempo fa, la Team aveva annunciato, tramite un referente del Cda, un “corposo acquisto” di nuova cartellonistica. Una fornitura importante, a quanto letto del quale nessuno altro organo di infomazione era a conoscenza chissà poi perchè...mah!. Peccato che, di questa massa di nuovi cartelli, nessuno – e diciamo nessuno – abbia ancora avuto modo di accorgersi almeno stamattina girando per le viuzze. Nel frattempo, la situazione rasenta l’assurdo anche in altri punti sensibili. In Piazza Sant’Anna, ad esempio, gli orari affissi sulla strada sono stati sbagliati e la “correzione” consiste in un foglio attaccato sopra con nastro adesivo trasparente. Un rattoppo che sta già cadendo a pezzi. Un’immagine che non ha bisogno di commenti. Come se non bastasse, per impedire la sosta ai lati della strada sono comparse transenne fissate a terra. Un colpo d’occhio desolante, forse una delle soluzioni più brutte mai viste a Teramo. Un rimedio rozzo a un problema che avrebbe strumenti semplici e legittimi per essere affrontato. Ci permettiamo di ricordare al Sindaco che per contrastare la sosta selvaggia non servono transenne, ma controlli e sanzioni attraverso la Polizia Locale. E magari, con i proventi delle multe, si potrebbe anche finanziare qualche intervento utile e decoroso per la città. Per ora resta un quadro fatto di soluzioni improvvisate, pezze messe peggio del buco e annunci che non trovano riscontro nella realtà. Ai cittadini non resta che un consiglio amaro: prestate massima attenzione, guardate in alto prima di girare e sperate che il nastro adesivo regga ancora qualche giorno. Ma una città non dovrebbe funzionare così.

