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gianguidotristeLe crepe si sono trasformate in fratture, le frizioni in veri e propri scontri politici. La maggioranza che sostiene il sindaco Gianguido D'Alberto appare sempre più fragile e l’appuntamento con il Consiglio comunale sul bilancio rischia di diventare il banco di prova definitivo per la sopravvivenza dell’amministrazione. La seduta è stata fissata per il 27 febbraio alle ore 14, con seconda convocazione il 2 marzo alle ore 9. Al centro dell’ordine del giorno c’è l’approvazione del bilancio di previsione, ma il dato politico che emerge con forza è uno solo: allo stato attuale i numeri per il via libera non ci sono. Ed è proprio questo il motivo per cui, già da giorni, nei corridoi del Palazzo si dà quasi per scontato lo slittamento alla seconda convocazione. Il bilancio, però, non è l’unico nodo. A pesare sul clima interno c’è anche il caso Manetta, diventato simbolo di una maggioranza che fatica sempre più a trovare una linea comune e a ricompattarsi attorno a scelte condivise. Un mosaico di malumori, distinguo e veti incrociati che rende ogni voto un terno al lotto.

Lo scenario è noto: se il bilancio non dovesse essere approvato, l’amministrazione decadrebbe e il secondo mandato di D’Alberto potrebbe considerarsi concluso. Un’eventualità che fino a qualche mese fa sembrava lontana, ma che oggi viene valutata con crescente realismo. C’è chi parla di semplice avvisaglia, chi invece intravede i segnali di una crisi ormai irreversibile. Di certo, la guerriglia interna non lascia ben sperare. A tentare di tenere in vita l’amministrazione resta soprattutto l’asse formato da Cavallari e Mariani, impegnati in una difficile opera di mediazione per evitare una caduta anticipata che, oltre a chiudere l’esperienza amministrativa, rischierebbe di compromettere anche le prossime elezioni comunali. Una corsa contro il tempo, ma anche contro una realtà politica sempre più complicata. Perché, mentre si discute di equilibri e strategie, resta sospeso il tema di un possibile rimpasto di giunta: ipotesi evocata da settimane, ma che ora appare tutt’altro che certa. Anzi, c’è chi dubita che possa arrivare in tempo utile per cambiare davvero le cose. Intanto la città osserva, in attesa di capire se la maggioranza riuscirà a trovare una sintesi o se il Consiglio comunale di fine febbraio segnerà l’inizio della fine. Una sola certezza: il bilancio non è più soltanto un atto contabile, ma il vero spartiacque politico di questa consiliatura. E dal suo esito dipenderà il futuro dell’amministrazione e, forse, anche quello di chi avrà ancora il coraggio di candidarsi alla guida della città.

Elisabetta Di Carlo