Riunione questo pomeriggio in Provincia contro il rischio di ridimensionamento dell’ospedale di Sant’Omero, promossa dal Comitato civico Val Vibrata. Al tavolo erano presenti il presidente della Provincia Camillo D’Angelo, il consigliere regionale Dino Pepe, la presidente dell’Unione dei Comuni Val Vibrata Cristina Di Pietro e il sindaco di Sant’Omero, insieme a rappresentanti istituzionali e del territorio. Al centro dell’incontro, la difesa della Unità Operativa Complessa (UOC) di Chirurgia generale del presidio vibratiano, messa in discussione nell’ambito del nuovo atto aziendale della Asl. A nome dei sindaci della vallata è intervenuta la presidente dell’Unione dei Comuni Val Vibrata, Cristina Di Pietro, che ha sottolineato il significato politico e istituzionale della presenza all’incontro. “Oggi sono qui in qualità di presidente dell’Unione dei Comuni Val Vibrata – ha spiegato – per rappresentare l’unità di tutti e dodici i sindaci della vallata a sostegno della decisione già assunta dalla Asl nella proposta di atto aziendale di mantenere la UOC di Chirurgia generale”. Di Pietro ha rimarcato come l’attenzione degli amministratori locali sulla vicenda sia massima: “Tutti e dodici i sindaci stanno seguendo con grande attenzione questo percorso. Proprio ieri abbiamo avuto anche un incontro online con l’assessore Verì, condividendo il cammino che ora l’atto aziendale dovrà compiere in Regione e l’istruttoria che verrà avviata”. Un passaggio ritenuto incoraggiante riguarda il fatto che la Direzione generale della Asl abbia già rinviato la proposta di atto aziendale, reinserendo al suo interno la UOC di Chirurgia generale di Sant’Omero. “Secondo noi – ha aggiunto Di Pietro – le motivazioni per mantenere questa UOC sono solide e fondate. Non solo perché l’ospedale di Sant’Omero è un presidio di confine, quindi strategico anche per contrastare la mobilità passiva, ma anche per i numeri: negli ultimi anni c’è stato un aumento significativo degli interventi chirurgici, passati da circa 1.000 a 1.400, quindi con una crescita intorno al 50%”. A questi elementi si aggiunge una unga tradizione e una riconosciuta esperienza della chirurgia di Sant’Omero, considerata un punto di riferimento per l’intera area. “Domani – ha concluso la presidente dell’Unione dei Comuni – tutte queste motivazioni verranno cristallizzate in un atto che i dodici sindaci della Val Vibrata adotteranno all’unanimità, per poi trasmetterlo alla Regione, all’Agenzia regionale sanitaria e al Dipartimento competente”. Un segnale di compattezza istituzionale che rafforza la battaglia del territorio per preservare un presidio ritenuto essenziale per l’assistenza sanitaria della Val Vibrata. Soddisfatto il Comitato ed anche il consigliere Pepe che ha ripercorso la storia di questi ultimi anni tornando ad attaccare Marsilio e la Verì. L'atto aziendale della Asl di Teramo non è stato approvato dall'Agenzia regionale a dal suo direttore Pierluigi Cosenza che ha messo in discussione, fra le altre cose, il riconoscimento della Unità Complessa di chirurgia dell'ospedale di Sant'Omero e quella di malattie infettive per l'ospedale di Teramo. Ma il Comitato spazia anche in altri numeri e altre considerazioni: la soppressione della UOC di ostetricia e ginecologia, sempre di Sant'Omero, sarebbe un caso unico in Abruzzo con le sue quasi 600 nascite contro le 100 di Sulmona che invece rimane UOC. "Gli esempi sono molti, viene da chiedersi che metro usano in Regione" ha sottolineato il vicepresidente Paqualino Spinosi. "Non accettiamo più promesse generiche, vogliamo fatti, scadenze e responsabilità e chiediamo un fronte unico a difesa della sanità teramana, ha concluso la presidente Anna Pagnottoni.
Notizia che si apprende dal consigliere Giovanni Cavallari (LEGGI QUI)



