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dinopepeok.jpeg“Nonostante le ripetute rassicurazioni fornite nelle ultime settimane dai consiglieri regionali di centrodestra e dagli assessori regionali del territorio teramano, notizie giornalistiche e indiscrezioni attendibili provenienti dagli uffici sanitari della Regione riferiscono di una ulteriore bocciatura dell’atto aziendale della ASL di Teramo”. Lo afferma, in una nota, il consigliere regionale Dino Pepe, che torna ad attaccare duramente la maggioranza di centrodestra alla guida della Regione. “Nel dicembre 2023 – ricorda Pepe – la maggioranza di Marco Marsilio ha approvato la legge di riordino della rete ospedaliera con il voto favorevole di D’Annuntiis e Di Matteo. Tutto ciò che accade oggi è diretta conseguenza di quella legge. In quel preciso momento tutti i consiglieri di maggioranza si piegarono alle decisioni di Marsilio e della Nicoletta Verì, scegliendo di non difendere la sanità teramana. Oggi fatichiamo a credere a prese di posizione e distinguo. Siamo alla terza stesura e alla terza bocciatura. La Regione boccia se stessa”. Secondo il consigliere, dalla nuova bocciatura emergerebbe anche la conferma di scelte particolarmente penalizzanti: niente Unità Operativa Complessa al reparto di Malattie Infettive dell’ospedale Mazzini e cancellazione della Unità Operativa Complessa di Chirurgia del Val Vibrata. “Decisioni – sottolinea Pepe – che smentiscono clamorosamente gli impegni assunti pubblicamente e che certificano un progressivo ridimensionamento della sanità teramana, già duramente colpita negli ultimi anni da tagli, carenze di personale e riduzione dei servizi”. Il mancato riconoscimento delle Unità Operative Complesse, secondo l’esponente regionale, non è solo un problema organizzativo, ma ha ricadute dirette sulla qualità dell’assistenza, sulla capacità di attrarre professionisti qualificati e sulla risposta ai bisogni di salute della popolazione. “La sanità teramana continua così a essere mortificata – aggiunge – mentre i cittadini vengono progressivamente privati di servizi e prestazioni fondamentali, con effetti sui tempi di cura, sulla mobilità sanitaria passiva e sul diritto costituzionale alla tutela della salute. Una situazione ancora più grave se si considera il ruolo strategico svolto dal Mazzini e dall’ospedale del Val Vibrata per un bacino di utenza ampio e complesso”. Pepe ricorda inoltre che “la decisione, l’anno scorso, di eliminare la UOC di Ginecologia a Sant’Omero ha già prodotto un calo di 80 parti. Quanti danni produrranno queste nuove soppressioni?”. Da qui la richiesta di un cambio di passo: “È necessario fare immediata chiarezza sulle reali intenzioni della Regione e assumere decisioni responsabili che tutelino il territorio teramano, garantendo pari dignità e pari opportunità rispetto alle altre province abruzzesi. Non sono più accettabili rinvii, ambiguità o promesse smentite dai fatti: servono atti concreti e scelte coerenti a difesa della sanità pubblica e dei diritti dei cittadini”.