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marroni Apprendo sgomenta dagli organi di informazione come la Provincia di Teramo abbia emanato un avviso pubblico per selezionare i nuovi componenti della SUP, la Sezione Urbanistica Provinciale, pur prevedendo per il futuro l’abolizione del compenso percepito finora dai membri (che è costato ai cittadini della Provincia la bellezza di 7.000 euro circa all’anno).   1) A tale riguardo, è appena il caso di rammentare che le Sezioni Urbanistiche Provinciali sono organi esclusivamente consultivi istituiti e disciplinati dalla Legge Regionale Abruzzo n. 18/1983 (dall’art. 42 all’art. 47). Purtroppo, la successiva Legge Regionale Abruzzo n. 34 dell’01 ottobre 2007, recante: “Disposizioni di adeguamento normativo e per il funzionamento delle strutture”, pubblicata nel B.U. Abruzzo straordinario 5 ottobre 2007 n. 6, all’Allegato A significativamente rubricato “Organismi regionali soppressi”, al n. 11. prevede in particolare la soppressione di: “Comitato regionale tecnico-amministrativo - sezioni urbanistiche provinciali (articoli 42-43-44-45-47 L.R. 12 aprile 1983, n. 18)”. È evidente, pertanto, come la permanenza in vita di un organismo consultivo come la SUP di Teramo, da ultimo ribadita nella palesemente illegittima deliberazione del Consiglio Provinciale n. 2 del 20.01.2015, sia una evidente violazione di legge, consistente nella mancata attuazione alla citata norma contenuta al n. 11 dell’Allegato A della Legge Regionale Abruzzo n. 34 dell’01 ottobre 2007. Peraltro, vanno considerate con molta attenzione da parte del neo Presidente Di Sabatino e dal Consigliere provinciale delegato all’urbanistica Maurizio Verna – evidentemente disattenti e malconsigliati – le conseguenze negative sia in termini di permanenza di vita di un Organo formalmente soppresso da una vigente Legge Regionale, sia in termini di danno erariale, quantificabile negli emolumenti frattanto illegittimamente erogati ai componenti della S.U.P. a far data dal 5 ottobre 2007 ad oggi, per un periodo di sette anni e mezzo.   2) Sotto altro profilo, parimenti illegittima è la composizione della Sezione Urbanistica Provinciale, per come sancita per Legge (L.R. Abruzzo n. 18/1983) e per Regolamento provinciale da ultimo modificato con deliberazione del Consiglio Provinciale n. 2 del 20.01.2015. Corre l’obbligo di rappresentare come in realtà, al di là di ogni ragionevole dubbio, dalla vigente normativa non possa che trarsi la considerazione che vi sia una netta distinzione fra le funzioni demandate agli organi politici e quelle dalla legge rimesse alla competenza della dirigenza (vedansi, in particolare, gli artt. 50 e 107 del TUEL). Orbene, nonostante l’art. 42 della citata L.R. Abruzzo n. 18/1983 al comma 2° preveda che “la Sezione Urbanistica è presieduta dal Presidente della Provincia o da un Assessore provinciale delegato”, e nonostante l’art. 5 del vigente citato Regolamento della S.U.P. preveda allo stesso modo la presenza del Presidente o dell’Assessore delegato all’Urbanistica, appare evidente come tali disposizioni siano in palese contrasto con la preminente normativa statuale. A riprova di tale inesorabile conclusione valga altresì la costante Giurisprudenza la quale, sulla scorta del principio della c.d. “divisione dei poteri”, ritiene unanimemente che non possano più fare parte delle Commissione Edilizie Comunali né il sindaco né altri amministratori. Ne discende come le S.U.P., al pari delle C.E.C., essendo organi di natura consultiva (la cui attività ha carattere endoprocedimentale), non possano avere fra i propri componenti amministratori dell’Ente, pur in mancanza del necessario adeguamento della L.R. n. 18/1983 alle modifiche introdotte dal legislatore nazionale per distinguere i compiti di indirizzo politico da quelli di gestione degli enti locali. Né può sottacersi come, in caso di perdurante inerzia, possano prodursi ulteriori ed emergenti illegittimità nelle attività amministrative concernenti il Servizio Urbanistica della Provincia di Teramo, a tacere di quelle comunque prodottesi negli ultimi lustri.   Invito pertanto il Presidente della Provincia Renzo Di Sabatino e l’intero Consiglio Provinciale a voler sollecitamente rivedere le loro determinazioni politiche (revocando l’avviso pubblico attualmente in essere), al fine di ricondurre in una situazione di legalità il Servizio Urbanistica, nonché al fine di avviare le necessarie e conseguenti azioni relative al recupero dei soldi pubblici illegittimamente erogati fino ad oggi (almeno 50.000 euro di gettoni di presenza di sette anni e mezzo, oltre alle indennità di trasferta e ai rimborsi spese a qualsivoglia titolo elargiti).     Maria Cristina MARRONI Consigliere comunale di Teramo

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