Un nuovo duro colpo per la città e per le casse comunali. Per la seconda volta il Piano Regolatore Generale (PRG) viene annullato su iniziativa del consigliere Pavone, cancellando anni di lavoro e, soprattutto, disperdendo risorse pubbliche pagate dai cittadini rosetani. A rendere la vicenda ancora più grave è il tentativo dell’amministrazione di presentare questo fallimento come una decisione condivisa con i tecnici incaricati o come l’inizio di una presunta “nuova fase del governo del territorio”. Una definizione che, nei fatti, rischia di tradursi nell’ennesima stagione di cementificazione. Non c’è nulla di innovativo né di partecipato nel mettere da parte il lavoro dei progettisti solo perché le conclusioni non coincidono con gli interessi o con le strategie politiche di un singolo esponente della maggioranza. Non è la prima volta che accade. Già in passato, quando Pavone ricopriva la carica di sindaco, il Piano regolatore era stato accantonato, con la conseguente perdita di centinaia di migliaia di euro. Oggi lo scenario si ripete: anche questa volta il Comune dovrà sostenere costi ingenti per un lavoro che non produrrà alcun risultato concreto. Resta difficile comprendere come il lavoro di studi professionali di riconosciuto valore nazionale, incaricati attraverso un bando pubblico regolarmente assegnato, possa essere rimesso in discussione con tanta leggerezza, quasi bastasse la visione di un improvvisato “Renzo Piano rosetano”.Il territorio non può diventare ostaggio di interessi personali. La pianificazione urbanistica riguarda il futuro di un’intera comunità e dovrebbe essere il frutto di un processo condiviso, non il campo di prova per decisioni individuali imposte dall’alto.
Per questo respingiamo la narrazione secondo cui si tratterebbe di una “soluzione valida”. Archiviare un lavoro complesso e costoso non rappresenta una strategia amministrativa: è piuttosto il segnale di una gestione politica incapace di portare a termine i percorsi avviati.
I cittadini hanno il diritto di sapere come vengono spesi i loro soldi. Serve chiarezza immediata, sia nelle sedi istituzionali del Consiglio comunale sia attraverso un confronto pubblico aperto alla città. Da chi governa ci si aspetta un gesto di responsabilità politica e morale nei confronti dell’intera comunità rosetana.
Il territorio ha bisogno di una visione di lungo periodo, non di continue inversioni di rotta dettate dai “capricci” di chi sembra confondere l’interesse collettivo con il proprio taccuino elettorale.

