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Si è riunita oggi, nel pomeriggio, al Parco della Scienza, la Seconda Commissione consiliare convocata dalla presidente Anastasia Liouras. Al centro del dibattito, tra gli altri temi, il ripristino dell’agibilità del museo archeologico “Francesco Savini”, struttura simbolo della città ma ancora lontana da una concreta prospettiva di riapertura. Durante la seduta, il consigliere Berardo Rabbuffo ha denunciato con toni duri quella che ha definito una situazione “sconcertante”: a distanza di quasi dieci anni dagli eventi sismici del 2016-2017, per il museo non esisterebbe ancora neppure un progetto preliminare. “Siamo all’anno zero – ha dichiarato – non è stato fatto nulla. Le giustificazioni ascoltate sono inconsistenti. La responsabilità viene scaricata sulla Soprintendenza, ma non corrisponde alla realtà”. Secondo Rabuffo, infatti, la fase progettuale avrebbe potuto procedere indipendentemente dalla presenza dei beni all’interno della struttura. “I materiali archeologici non impediscono la progettazione – ha aggiunto – e parlare di più soprintendenze è fuorviante: l’interlocutore è unico, come stabilito dal Codice dei beni culturali”. Il consigliere Luca Corona ha poi criticato le priorità individuate negli anni successivi al sisma, sostenendo che anche sul fronte scolastico gli interventi sarebbero stati limitati. “Se si continua con questi ritmi – ha incalzato – la ricostruzione richiederà decenni. I primi dieci anni sono già trascorsi inutilmente”. Parole altrettanto dure sono state rivolte all’amministrazione comunale, accusata di immobilismo su un’infrastruttura ritenuta strategica anche per la carenza di spazi pubblici destinati a eventi e convegni. Di diverso tenore la replica dell’assessore Marco Di Marcantonio, che ha respinto l’accusa di totale inattività. “Non siamo all’anno zero – ha precisato – sono state avviate indagini diagnostiche. Il patrimonio custodito nel museo richiede la massima attenzione e le scelte progettuali devono essere condivise con la Soprintendenza”. L’assessore ha inoltre ricordato che l’iter è stato influenzato dalle tempistiche normative, facendo riferimento all’ordinanza del dicembre 2022. “Ci sono state priorità da rispettare – ha spiegato – ma il museo rientra tra queste e verrà sistemato”. Quanto all’aumento dei costi per la messa in sicurezza, l’esponente della giunta ha richiamato le dinamiche economiche generali. “L’incremento dei prezzi è legato al contesto, tra rincari energetici e domanda nel settore edilizio. Nonostante ciò, porteremo a termine gli interventi”.

La seduta si è chiusa con un momento di tensione politica poco dopo la difesa dell'amministrazione di Andrea Core e dopo l'ampio resoconto fornito dal dirigente Manetta rientrato oggi dalle ferie. Un battibecco tra la consigliera Papa e la presidente Liouras ha portato all’interruzione del confronto: la presidente ha richiamato all’ordine dei lavori, ritenendo fuori tema una richiesta sui parcheggi di Sant’Antonio. La consigliera ha abbandonato l’aula prima della sua conclusione.

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