“La ricostruzione relativa alle prove de La Notte dei Serpenti nella città di Atri anche per l’edizione 2026 che è stata fatta dall’opposizione è fuorviante e omette volutamente elementi fondamentali. Le prove delli spettacolo curato dal Maestro Enrico Melozzi si sono svolte ad Atri per due anni consecutivi senza che il Comune sostenesse alcun costo diretto, mettendo a disposizione il Teatro Comunale e i servizi necessari. Una collaborazione importante, che ha consentito alla città di ospitare un evento di rilievo senza gravare sulle casse pubbliche. La situazione è cambiata per l’edizione 2026, quando è stato richiesto al Comune un contributo pari a 100 mila euro esclusivamente per lo svolgimento delle prove. Una cifra significativa, che avrebbe imposto una scelta netta: finanziare l’iniziativa oppure continuare a sostenere il tessuto culturale diffuso della città. La decisione è stata chiara e responsabile: non sottrarre risorse alle associazioni locali che, da anni, garantiscono continuità, partecipazione e pluralità all’offerta culturale atriana. Ed è proprio qui che la narrazione dell’opposizione si contraddice”. Con queste parole l’assessore alla Cultura del Comune di Atri, Domenico Felicione, replica alle accuse di Prospettiva Atri relative alle prove de La Notte dei Serpenti che quest’anno non si terranno ad Atri. “Va precisato intanto – prosegue il Sindaco Piergiorgio Ferretti – che la visibilità nazionale derivante dallo stesso non ha ricadute sulla città ducale, dato che la serata si svolgerà come sempre a Pescara e la sola cittadina adriatica sarà citata e mostrata in televisione. Le prove, dunque, pur avendo il loro fascino, avranno una ricaduta limitata sul territorio e rappresentano una esperienza che abbiamo offerto già per due edizioni, chiaramente a fronte di una richiesta economica così alta anche un Comune con casse più fiorenti delle nostre potrebbe ritenere l’investimento non opportuno”. “Ringraziare le associazioni – conclude il Sindaco Piergiorgio Ferretti – non l’assessore significa non comprendere, o fingere di non comprendere, che è esattamente questa amministrazione ad aver scelto di tutelarle concretamente, destinando risorse a chi lavora sul territorio tutto l’anno, anziché concentrarle su un’unica iniziativa, per quanto prestigiosa. Sulla Notte dei Serpenti nessuno mette in discussione il valore dell’evento. Ma è doveroso fare valutazioni di sostenibilità economica. Se si considera che il Comune di Pescara sostiene con poco più della stessa cifra l’intera serata finale, con ospiti nazionali, internazionali e copertura Rai, appare evidente come la richiesta fatta ad Atri fosse sproporzionata rispetto al beneficio. Questa non è una rinuncia alla cultura, ma una scelta di equilibrio e responsabilità. Significa privilegiare una programmazione diffusa, sostenibile e radicata, piuttosto che inseguire operazioni economicamente non giustificabili. A questo si aggiunge una riflessione politica che non può essere ignorata. In Regione Abruzzo, lo stesso evento è sostenuto dalla maggioranza di centrodestra, mentre il centrosinistra, oggi all’opposizione, critica da anni la scelta del Presidente Marco Marsilio, accusando la Regione di concentrare risorse su un unico grande evento anziché sostenere il tessuto culturale diffuso. Ad Atri, invece, gli stessi soggetti sostengono esattamente il contrario, contestando una scelta che va proprio nella direzione che loro stessi rivendicano a livello regionale. Una contraddizione evidente, che dimostra come, più che una visione coerente della politica culturale, prevalga un atteggiamento strumentale legato al contesto e al ruolo del momento. Dispiace constatare come, ancora una volta, l’opposizione scelga di concentrarsi più sulla delegittimazione dell’azione amministrativa che su un confronto nel merito delle scelte. Un approccio che non contribuisce a valorizzare la città, né a costruire un dibattito utile e credibile per i cittadini, ma rischia al contrario di indebolire l’immagine complessiva di Atri”.

