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PHOTO-2026-03-25-12-44-53.jpgUn patrimonio ricco, diffuso e in pieno fermento: è questa l’immagine che emerge della provincia di Teramo dopo la visita, questa mattina, del nuovo soprintendente Massimo Sericola, arrivato nei giorni scorsi anche in Comune insieme al sindaco Gianguido D’Alberto. Un primo confronto sul territorio che ha permesso di fare il punto sullo stato della tutela e della valorizzazione dei beni culturali. «Il patrimonio è molto articolato e importante – ha spiegato il soprintendente Sericola in Provincia – e va riconosciuto il lavoro che amministrazioni e comunità stanno portando avanti per il recupero e la conservazione». Numerosi gli interventi in corso, anche legati alla ricostruzione post sisma 2016, con l’obiettivo non solo di ripristinare gli edifici danneggiati, ma anche di accompagnare un più ampio processo di sviluppo e rigenerazione urbana, dalla costa fino alle aree interne. La soprintendenza, ha assicurato, continuerà a garantire presenza e supporto attraverso i propri funzionari, mantenendo un dialogo costante con gli enti locali. Un tema, quello della collaborazione istituzionale, che si lega inevitabilmente anche alla questione dei tempi, spesso oggetto di critiche.

«Non nego che in alcuni casi ci siano state tempistiche troppo lunghe – ha ammesso – ma da quando ho assunto l’incarico abbiamo riorganizzato la struttura per rispondere meglio alle esigenze del territorio e restare entro tempi adeguati». L’obiettivo è chiaro: restituire fiducia all’istituzione e garantire risposte più rapide alla comunità. Soddisfazione anche da parte della Provincia, che ha accolto il soprintendente in un incontro istituzionale accompagnato da un breve tour del territorio. «Abbiamo trovato un professionista che ha compreso subito le esigenze della nostra realtà – è stato sottolineato dal Presidente Camillo D'Angelo – e che ha mostrato grande disponibilità. Soprattutto, torna centrale un elemento fondamentale: la collaborazione tra le istituzioni». Una sinergia ritenuta decisiva per sbloccare cantieri fermi e accelerare le procedure, ma anche per cogliere le opportunità future. «Si apre un nuovo percorso – è stato evidenziato – con un cambio di passo evidente, anche grazie a una visione più moderna e dinamica». Un segnale di rinnovamento che, secondo gli amministratori, passa anche dal profilo del nuovo soprintendente: giovane, operativo e orientato al dialogo. Una figura chiamata ora a trasformare le intenzioni in risultati concreti per il territorio.