Non può essere che una barzelletta quella raccontata in queste ore dal sindaco D'Alberto che, con una
delle sue consuete prove di oratoria, ha annunciato che azzererà la giunta. Peccato che le
amministrazioni parlano per atti: l'azzeramento si fa, non si annuncia. Annunciarlo significa
solamente mettere alla berlina gli assessori, che intanto oggi si sono regolarmente presentati al lavoro.
Io, al posto loro, non l'avrei fatto. Almeno per dignità. È una mancanza di rispetto verso tutti, verso
il ruolo di amministratore, verso i cittadini. Doveva essere la squadra del cambiamento, della
trasparenza, dell'ordine amministrativo e invece tutta questa bella narrativa viene di nuovo smentita
dai fatti.
Si nasconde l'incapacità di amministrare dietro un rimpasto che si vuol far passare come un cambio
di passo, una svolta. Ma anche i precedenti dovevano esserlo, dovevano essere nuova visione,
coraggio, rinnovamento, e cosa abbiamo ottenuto invece? Speravo almeno di leggere un mea culpa
del sindaco. Viviamo in una città sporca, non sicura, congestionata dal traffico, senza un minimo di
decoro. E questo nonostante una pioggia di fondi PNRR che altrove hanno prodotto risultati concreti.
Qui, invece, o non si è fatto, o si è fatto senza tempi, senza metodo, senza una regia. Quando si è
fatto, spesso è stato a costi raddoppiati. Altro che modello amministrativo: siamo al dilettantismo
elevato a sistema. E invece che un bagno di umiltà, ancora ci nascondiamo dietro slogan e frasi fatte.
Dalle ricostruzioni che leggo sembra che anche dal centrosinistra sia arrivata qualche indicazione per
ricomporre la squadra. Non entro nel merito, voglio solo ricordare che parliamo di una squadra che
costa ai cittadini poco meno di 4mila euro netti per assessore. Ricordo anche quando lo stesso sindaco
lamentava il numero di assessori della giunta Brucchi, nonostante prendessero la metà di oggi, e il
fatto che continuassero a svolgere anche la propria professione. Mi chiedo allora in quanti seduti lì
oggi hanno rinunciato al loro lavoro, visto che mi sembra che molti continuino assiduamente a
svolgerlo. C'è solo una parola per tutto ciò: ipocrisia.
E in tutto ciò, si viene a parlare di una nuova figura da introdurre, quella del direttore generale.
Nonostante gli stipendi, nonostante il numero di assessori che si diceva fossero necessari per tutto il
lavoro che c’era da fare, nonostante le oltre 100 assunzioni e i dirigenti raddoppiati, ora abbiamo
bisogno anche di un direttore generale? A questo punto c’è solo da sperare o che si dimettano tutti
per vergogna, o che i cittadini inizino a farsi sentire diversamente.
Qui non siamo di fronte a un cambio di passo, siamo di nuovo di fronte all’ennesimo tentativo di
guadagnare tempo, con annunci senza atti e nuovi nomi tirati in ballo come se cambiasse realmente
qualcosa. Peccato che il tempo, per questa amministrazione, sia già scaduto.
Mario Cozzi
Consigliere comunale Forza Italia

