Domani sarà una giornata decisiva per la gestione dell’emergenza idrica legata alle sorgenti isolate dalle frane. In Prefettura è stato convocato un tavolo operativo per affrontare una situazione che, con il passare dei giorni, si fa sempre più complessa e delicata. Al centro dell’incontro, la condizione critica della sorgente del Mescatore, oggi di fatto irraggiungibile. L’accesso carrabile è stato completamente compromesso da una frana di vaste proporzioni, una vera e propria valanga di detriti che ha reso impraticabile la strada consortile. Non solo: l’intera area circostante è considerata ad alto rischio, con pericoli diffusi che impediscono qualsiasi intervento in sicurezza. La società Ruzzo Reti ha già segnalato la situazione a tutti gli enti competenti – Provincia, Comune e Prefettura – chiedendo interventi urgenti. Proprio la Prefettura ha deciso di accelerare, convocando per domani anche la Protezione civile regionale, con l’obiettivo di individuare una strategia condivisa. Diverso, invece, il quadro per le sorgenti Vacelliere alte e basse. In questo caso, l’accesso è garantito da una strada forestale comunale, attualmente chiusa con sbarra e lucchetto in virtù di un’ordinanza sindacale ancora in vigore per il rischio valanghe. Tuttavia, una soluzione operativa è già stata trovata: il Comune ha consegnato le chiavi al gestore idrico, consentendo così l’accesso controllato ai tecnici per le attività necessarie. Resta però il nodo della sicurezza. Le ordinanze non possono essere revocate, almeno per ora, proprio per il persistere del rischio di distacchi nevosi che potrebbero mettere in pericolo operatori e mezzi. Una situazione che impone prudenza, soprattutto in aree frequentate anche a scopo turistico.
Il vero problema, tuttavia, resta il Mescatore. Parliamo di una sorgente strategica, capace di erogare oltre 400 litri al secondo, e dunque fondamentale per l’approvvigionamento idrico del territorio. Proprio per questo, al tavolo di domani si discuterà non solo dell’emergenza, ma anche di una soluzione definitiva.
Sul tavolo c’è già un’ipotesi tecnica: la realizzazione di una galleria artificiale esterna lungo la via di accesso, in grado di proteggere operatori, mezzi e infrastrutture dalle frane e dalle valanghe. Un intervento imponente, complesso e costoso, che difficilmente potrà essere sostenuto a livello locale.
L’orientamento, infatti, è chiaro: si tratta di un’opera che dovrà essere finanziata a livello statale. La messa in sicurezza di un’infrastruttura così strategica non può ricadere esclusivamente sugli enti territoriali.
Domani, dunque, non sarà solo un incontro tecnico, ma un passaggio cruciale per capire tempi, responsabilità e risorse. In gioco non c’è soltanto la riapertura di una strada, ma la sicurezza di un sistema idrico essenziale per migliaia di cittadini.


