
L’“influenza K” sta mettendo in ginocchio l’Abruzzo, che nelle ultime settimane rientra tra le regioni italiane più colpite con 17,3 contagi ogni mille abitanti, un dato che supera la media nazionale (14,5). In regione si stima che circa 200mila persone abbiano già contratto il virus, con sintomi spesso intensi: tosse, febbre alta, dolori muscolari e articolari, mal di testa. Nei casi più gravi possono comparire complicanze respiratorie e polmoniti, soprattutto tra bambini, anziani e pazienti fragili o immunodepressi.
Secondo gli esperti l’andamento segue le previsioni stagionali, ma l’impennata dei casi sta causando pesanti ricadute sulle strutture sanitarie. Nella Asl dell’Aquila gli accessi al pronto soccorso sono cresciuti del 20%, mentre a Chieti il picco di ricoveri legati all’influenza ha raggiunto il 35%, aumentando i tempi di attesa e il sovraffollamento dei reparti d’emergenza.
ABRUZZO NELLA FASCIA “MOLTO ALTA”
L’Abruzzo è inserito nella fascia di intensità molto alta, in una classifica nazionale guidata da Sicilia (20,6 casi ogni 1.000 assistiti) e seguita da Campania (19,2). Subito dopo arrivano territori con numeri vicini a quelli abruzzesi: Lazio (17,1), Marche (17,1) e poi Toscana e Puglia (15,8), Emilia-Romagna (15,1).
I dati provinciali segnalano vere e proprie “zone rosse” sanitarie. A dicembre 2025 e nei primi giorni di gennaio, i pronto soccorso abruzzesi hanno registrato centinaia di accessi tra influenza accertata e sindromi influenzali, con conseguente aumento dei ricoveri.
I NUMERI NEGLI OSPEDALI
A Pescara, al pronto soccorso, gli accessi per influenza accertata sono stati 154 a dicembre 2025 e 16 dal 1° al 6 gennaio, mentre quelli per sindromi influenzali hanno sfiorato quota mille. Diciassette i ricoveri complessivi nel periodo, con dimissioni per gli altri pazienti. La Asl sottolinea che l’andamento è simile alla stagione 2024-2025.
Nel Teramano gli accessi sono stati 141 a dicembre e 33 a inizio gennaio, per un totale di 21 ricoveri. Preoccupante anche il dato delle complicanze: 31 casi di influenza con polmonite nel periodo considerato.
EMERGENZA NELLA ASL DELL’AQUILA
È la Asl dell’Aquila a registrare la pressione più alta: tra festività e rientro, i pronto soccorso di L’Aquila e Avezzano hanno visto aumentare l’afflusso medio, spinto dall’influenza K che può degenerare in gravi problematiche respiratorie.
Per reggere l’urto sono state attivate contromisure: più turni di personale nel capoluogo e, ad Avezzano, il dirottamento dei codici verdi nei presidi minori di Pescina e Tagliacozzo. A Sulmona e Castel di Sangro l’afflusso è rimasto più contenuto.
EFFETTO FESTE: CONTAGI IN CRESCITA
La cosiddetta “coda festiva” ha accelerato la curva dei contagi: a livello nazionale, gli italiani colpiti dall’influenza nei giorni delle feste sono arrivati a 6,7 milioni, con quasi 800mila nuovi casi nella settimana 22-28 dicembre. Le stime indicano che fino a maggio i contagiati potrebbero raggiungere 16 milioni, di cui quasi 2 milioni bambini sotto i 14 anni.
Il monitoraggio RespiVirNet conferma che l’incidenza dei virus respiratori resterà elevata anche nelle prossime settimane, mantenendo alta l’allerta.
APPELLO AI CITTADINI: PRIMA IL MEDICO DI BASE
Con sale d’attesa sature e pronto soccorso in affanno (soprattutto tra Pescara e Chieti), gli esperti regionali chiedono di non intasare l’emergenza: per i casi non gravi, meglio rivolgersi ai medici di medicina generale, lasciando gli ospedali alle criticità.
La trasmissione avviene soprattutto nei luoghi affollati, tramite droplet (starnuti e tosse), ma resta possibile anche per contatto: il virus può sopravvivere per breve tempo su superfici come smartphone, maniglie, tavolini, sostegni dei bus.
COME ALIMENTARSI DURANTE L’INFLUENZA
Con il fisico indebolito e l’appetito ridotto, gli esperti raccomandano un sostegno mirato anche attraverso la dieta. Secondo Camilla Pizzoni (Pool Pharma), è fondamentale nutrire correttamente il microbiota intestinale, utile anche al sistema immunitario: meglio evitare cibi industriali e zuccheri raffinati, puntando invece su alimenti come orzo, farro, riso, legumi, oltre a pesce, frutta secca e fermentati come yogurt e kefir.
Per supportare le difese immunitarie sono consigliati anche cibi ricchi di:
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Vitamina C (agrumi, kiwi, spinaci)
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Vitamina E (oli vegetali)
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Ferro e zinco (legumi, uova, frutti di mare)
In Abruzzo, intanto, l’influenza K continua a correre. E gli ospedali restano sotto pressione.

