Un percorso strutturato e multidisciplinare per la prevenzione, la diagnosi e la cura delle patologie legate al papillomavirus umano. È la Hpv Unit attivata all’interno della Asl di Teramo, un centro integrato che mette in rete diverse specialità per affrontare in modo coordinato l’infezione da Hpv e le sue possibili conseguenze cliniche. L’iniziativa viene presentata in occasione della Giornata internazionale per la lotta contro l’Hpv. Si tratta di un centro multidisciplinare, unico in Abruzzo, che integra competenze diverse per la gestione delle patologie Hpv-correlate. L’obiettivo è garantire prevenzione, diagnosi e trattamento attraverso un percorso unico, evitando frammentazioni e facilitando la presa in carico dei pazienti.

L’Hpv è un virus molto diffuso, trasmesso principalmente attraverso i rapporti sessuali, anche non completi. L’infezione è spesso asintomatica e, quando i sintomi sono presenti, possono essere lievi e confondibili con altre condizioni. Si stima che otto persone su dieci contraggano l’infezione nel corso della vita. Nella maggior parte dei casi il sistemaimmunitario riesce a eliminare spontaneamente il virus, ma in alcune situazioni l’infezione può persistere e portare allo sviluppo di patologie sia benigne sia tumorali. Il virus può interessare diversi distretti anatomici, tra cui vie genito-urinarie, ano-retto, bocca-faringe e cute, rendendo necessaria la collaborazione tra più specialisti. La Hpv Unit nasce proprio per integrare la prevenzione primaria, attraverso la vaccinazione, e la prevenzione secondaria mediante lo screening organizzato, assicurando percorsi diagnostico-terapeutici appropriati e uniformi. Il centro punta inoltre a ridurre l’incidenza delle lesioni precancerose e dei tumori Hpv-correlati e a monitorare gli indicatori di qualità e appropriatezza clinica. I pazienti con positività al test Hpv o con manifestazioni cliniche potranno accedere a un percorso coordinato che prevede la valutazione di tutti i distretti potenzialmente coinvolti, anche con strumenti diagnostici avanzati come l’anoscopia ad alta risoluzione, disponibile nella Uosd di Chirurgia Proctologica dell’ospedale di Sant’Omero. «In presenza di un’infezione da Hpv in un distretto anatomico è fondamentale, secondo le più recenti linee guida, valutare sistematicamente anche gli altri distretti a rischio», spiega Renato Pietroletti, docente all’Università dell’Aquila e direttore della Uosd di Chirurgia Proctologica dell’ospedale di Sant’Omero. «La Hpv Unit consente proprio questo: un percorso multidisciplinare integrato e facilitato per il paziente, evitando frammentazioni e garantendo appropriatezza clinica». Il modello organizzativo coinvolge numerose specialità: ginecologia e ostetricia, dermatologia e venereologia, proctologia e chirurgia colorettale, otorinolaringoiatria, microbiologia e virologia, anatomia patologica e servizi di prevenzione vaccinale e igiene pubblica. È prevista anche la collaborazione con l’oncologia per i casi invasivi e con il centro di salute mentale e la psicologia clinica per il supporto nei casi di fragilità psicosociale o dopo la diagnosi. Un ruolo centrale resta quello della prevenzione. Tra i 25 e i 29 anni è previsto il Pap test, mentre tra i 30 e i 64 anni lo screening si basa sull’Hpv-Dna test. Accanto agli esami di screening, la vaccinazione anti-Hpv rappresenta il principale strumento di prevenzione primaria ed è raccomandata a partire dagli 11-12 anni, con possibilità di recupero fino ai 26 e valutazione individuale fino ai 45 anni. La vaccinazione è gratuita fino ai 18 anni ed è nuovamente proposta in modo attivo al compimento dei 25 anni. «Con l’attivazione della Hpv Unit offriamo un modello unico in Abruzzo per affrontare l’infezione da Hpv in modo integrato e multidisciplinare», dichiara il direttore generale della Asl di Teramo, Maurizio Di Giosia. «Il centro rafforza la prevenzione, garantisce percorsi sicuri e coordinati per i pazienti e conferma l’impegno della Asl nell’innovare i servizi e nel mettere al centro la persona».

