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Screenshot_2026-03-11_alle_17.42.57.pngNella corsa alla direzione dell’Agenzia sanitaria regionale spunta un nome che inevitabilmente riporta alla memoria una storia fatta di scontri, bilanci contestati e incarichi durati meno del previsto. È quello di Thomas Schael, manager sanitario tedesco che ha già attraversato – e fatto discutere – più di una volta il sistema sanitario italiano. L’altro ieri si sono chiusi i termini per presentare le candidature alla guida dell’Agenzia sanitaria regionale. Tra i nomi arrivati, accanto a quelli di Maurizio Brucchi, Massimiliano Foschi e Angelo Flavio Mucciconi, compare appunto anche quello di Schael. Ed è probabilmente la candidatura che più di tutte riaccende interrogativi. Perché la sua storia recente è tutt’altro che lineare. Schael aveva diretto la Asl Lanciano-Vasto-Chieti dal settembre 2019 fino al 28 febbraio 2025. Arrivato con la reputazione del “risanatore”, ha lasciato però un quadro finanziario molto diverso da quello annunciato all’inizio del mandato. La Corte dei conti ha certificato un disavanzo quasi raddoppiato: dai 23,9 milioni di euro del 2022 ai 48 milioni del 2023, con proiezioni per il 2024 su livelli analoghi. Nonostante queste polemiche, il 1° marzo di quest’anno era stato chiamato a Torino. Ma la partenza non fu semplice: la nomina arrivò nella forma di commissario e non di direttore generale, segnale delle difficoltà iniziali, visto che l’università non aveva accettato di sottoscrivere il contratto. A Torino, alla guida dell’Azienda ospedaliero-universitaria Città della Salute, un incarico che doveva durare cinque anni e che invece si è concluso dopo appena sei mesi. Nel tentativo di replicare il suo modello gestionale, Schael portò con sé dall’Abruzzo due figure chiave della sua precedente esperienza: il direttore amministrativo Giampaolo Grippa e il direttore sanitario Flavia Pirola. Ma l’esperimento durò poco. I contrasti con medici e sindacati esplosero rapidamente e si arrivò alla sentenza del Tribunale del lavoro del 4 agosto, che ha condannato l’azienda per condotta antisindacale dopo il ricorso del sindacato Cimo-Fesmed. Per Schael non era la prima volta. Già nell’agosto 2018 si era conclusa, dopo poco più di due anni, l’esperienza alla guida della Asl di Bolzano. E nel luglio 2019 aveva lasciato l’incarico di sub-commissario alla sanità calabrese dopo appena sette mesi. Oggi lavora in Sardegna, come direttore regionale della Sanità voluto dalla grillina Todde.
 Una carriera fatta di passaggi rapidi, spesso accompagnati da polemiche e rotture improvvise. Proprio per questo la sua candidatura alla guida dell’Agenzia sanitaria regionale assume un significato particolare. Accanto a lui, in corsa altri tre nomi: Maurizio Brucchi, considerato da molti il favorito; Massimiliano Foschi, ex dirigente della Asl di Teramo e Angelo Flavio Mucciconi, medico dell’emergenza-urgenza con una  esperienza tra Sant’Omero e l’Aquila e già responsabile regionale del settore ai tempi della gestione commissariale della sanità.