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frrancescodellemonacheok.jpgLa sanità abruzzese è a un punto di svolta e, proprio in questo momento delicato, la Asl di Teramo affida la direzione sanitaria a Francesco Delle Monache. Un incarico complesso, sulla carta fino a fine giugno prossimo ma nelle aspettative ha un sapore di anni, la sua direzione arriva in una fase di profonda trasformazione del sistema, tra riorganizzazione dei servizi, carenza di personale e necessità di ridurre le liste d’attesa.«La sanità oggi si trova davanti a un bivio e sta cambiando completamente – spiega Delle Monache –. Indirizzare questo cambiamento rappresenta una priorità assoluta. Entro in una macchina già in corsa, con alcune strade ben delineate: questo è sicuramente un vantaggio. Da parte mia cercherò di mettere il massimo impegno per migliorare tutto ciò che è migliorabile». Tra le priorità immediate, il nodo delle liste d’attesa resta centrale. «È un tema su cui il direttore generale richiama costantemente la nostra attenzione. Dobbiamo lavorare ogni giorno per ridurle». Ma la sfida più ampia riguarda il futuro assetto della sanità: «La battaglia più importante sarà quella della transizione di molte prestazioni dall’ospedale al territorio. Il vero centro della sanità del futuro sarà proprio il territorio e gestire questo passaggio non sarà semplice». Non manca poi il tema dell’edilizia sanitaria e del nuovo ospedale: «Sarebbe stato più semplice affrontare tutto in un unico passaggio, ma siamo pronti e quando sarà il momento ci faremo trovare pronti». Delle Monache porta con sé l’esperienza maturata durante la fase più difficile della pandemia: «Quella battaglia mi ha insegnato molto. Mi ha fatto conoscere a fondo i colleghi e soprattutto le grandi potenzialità della sanità teramana. È questa la nostra vera forza per affrontare una nuova sfida, complessa ma decisamente più stimolante». Grande attenzione anche alle Case di comunità, pilastro della riforma territoriale: «La prossima settimana visiterò tutte le strutture per verificare lo stato dei lavori. Non mi basta che mi vengano descritte: voglio vederle. Una volta definiti i contenitori, dovremo concentrarci sui contenuti». Sul fronte degli ospedali periferici, come Sant’Omero, il direttore invita a guardare oltre le etichette organizzative: «Capisco le richieste, ma ciò che conta davvero sono i servizi e i professionisti. Il cittadino vuole trovare competenza e qualità. Sant’Omero è un ospedale di confine strategico, che vogliamo mantenere al centro del nostro progetto». Per quanto riguarda il piano aziendale, Delle Monache resta cauto: «Stiamo seguendo la vicenda, ma sono temi che competono ad altri livelli». Infine, il capitolo personale sanitario. «Ci sono segnali incoraggianti: ai concorsi iniziano a presentarsi più specialisti. Questo è fondamentale, perché finché non arrivano candidati il problema non si può risolvere. L’azienda ha sempre dato disponibilità a bandire concorsi e assumere». Le criticità però restano, soprattutto nell’emergenza-urgenza: «I pronto soccorso sono in affanno, è lì che si concentrano le maggiori difficoltà». Una sfida complessa, dunque, quella che attende il nuovo direttore sanitario. Ma con un obiettivo chiaro: traghettare la sanità teramana verso un modello più moderno, efficiente e vicino ai cittadini.