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Un compleanno speciale, una piazza gremita, un concerto che ha richiamato oltre cinquemila persone: questa sera Piazza Martiri a Teramo ha celebrato gli 80 anni di Ivan Graziani, il cantautore teramano che continua a rappresentare un patrimonio culturale non solo per la città, ma per l’intera nazione. All’avvio del concerto, il sindaco di Teramo ha portato i suoi auguri di buon compleanno simbolici a Graziani, mentre l'assessore regionale Roberto Santangelo ha annunciato  al pubblico un’iniziativa importante per i giovani: “Ama Abruzzo”, progetto ispirato anche alla figura dell’artista con l’obiettivo di valorizzare i talenti emergenti del territorio. Il primo cittadino Gianguido D'Alberto ha ringraziato il pubblico e le istituzioni che hanno sostenuto l’iniziativa, sottolineando anche il legame con Novafeltria, città con la quale è stato sottoscritto un patto di amicizia proprio nel nome di Ivan Graziani. Un’introduzione solenne, dunque, che ha preparato il terreno a una grande serata di musica. Ma l’entusiasmo popolare si è presto trasformato in disordine. Nonostante fotografi e giornalisti fossero stati regolarmente autorizzati a lavorare sulla scalinata del Duomo con pass ufficiali, all’improvviso centinaia di persone hanno invaso quello stesso spazio. Senza alcuna comunicazione o presidio organizzativo, la folla ha letteralmente travolto l’area, impedendo ai cronisti di svolgere il loro lavoro (LEGGI QUI). Un episodio grave, che mette in luce una gestione approssimativa e priva di rispetto verso la stampa: senza fotografie, senza cronache accurate, senza testimonianze adeguate, eventi di tale portata rischiano di perdere parte del loro valore collettivo. Della pessima organizzazione saranno informati l’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo e il sindacato, affinché venga ribadito un principio fondamentale: la libertà e la dignità del lavoro giornalistico devono essere garantite sempre, anche – e soprattutto – nelle occasioni di festa. Nota dolente è che gli ottantenni come Ivan  sono stati costretti a rimanere in piedi, molti hanno dovuto rinunciare per mancanza di sedie.

Elisabetta Di Carlo (ha collaborato Alessandro Neri)PHOTO-2025-08-29-22-19-14.jpg

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