Ci sono storie che nascono in punta di piedi, tra la quotidianità e le piccole cose, e finiscono per trasformarsi in percorsi artistici autentici. Quella di Nanco, cantautore teramano originario di Notaresco, è una di queste. A 51 anni, con alle spalle esperienze musicali, dischi e riconoscimenti, continua a inseguire la sua passione con lo stesso entusiasmo di sempre, senza mai perdere il legame con la sua terra e con la semplicità che lo contraddistingue. La sua non è una carriera costruita a tavolino, ma un cammino nato quasi per caso e cresciuto giorno dopo giorno. Fondamentale, in questo percorso, è stato l’incontro con Goran Kuzminac, artista affermato che frequentava la sua tabaccheria a Notaresco. Tra una chiacchiera e l’altra, è nato un rapporto che ha acceso definitivamente la scintilla della musica. Da lì, Nanco ha iniziato a scrivere, a raccontare e a cantare, trovando una voce personale capace di parlare di vita vera, senza filtri. I suoi brani sono spesso legati a temi profondi e sentiti, come quello di Marcinelle, simbolo di memoria e identità, che entra nei suoi racconti musicali con rispetto e intensità. È proprio da questa sensibilità che nasce anche uno dei suoi desideri più grandi: riuscire, un giorno, a collaborare con la “Notte dei Serpenti” e con il maestro Enrico Melozzi, che conosce e con cui condivide anche un pezzo di percorso scolastico, avendo frequentato lo stesso liceo classico. Un sogno che custodisce con discrezione, ma anche con la determinazione di chi sa che la musica, a volte, sa sorprendere. Nel frattempo, però, lo sguardo è rivolto anche a un nuovo progetto concreto, che unisce accoglienza e arte. Nanco sta infatti lavorando all’apertura di un bed & breakfast nel centro di Notaresco. Non un semplice luogo dove soggiornare, ma uno spazio pensato per vivere la musica in modo diretto, tra aperitivi, incontri e serate con ospiti, promette, d’eccezione. Un’idea che nasce dalla voglia di creare condivisione, di portare cultura e di offrire qualcosa di diverso anche al territorio. Tra sogni e progetti, resta sempre la stessa cifra stilistica: l’autenticità. Nanco continua a essere un artista che non si costruisce personaggi, ma che resta fedele a sé stesso, raccontando storie con la naturalezza di chi vive ogni giorno la propria realtà. Ed è forse proprio questo il suo punto di forza più grande. Il futuro è ancora tutto da scrivere, tra musica, incontri e nuove sfide. E chissà che, proprio da qui, non possa nascere davvero quell’occasione tanto desiderata di lavorare al fianco di Melozzi. Un sogno che oggi sembra lontano, ma che domani potrebbe diventare realtà. Noi, intanto, glielo auguriamo.

