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Soffrendo, stringendo i denti e ribaltandola nel momento più delicato. Il Teramo Calcio 1913 firma la prima trasferta del 2026 nel modo migliore, espugnando il “Mancini” di Castelfidardo per 1-2 e portando a casa tre punti di capitale importanza, centrati ancora una volta in rimonta. Una vittoria pesante, per classifica e carattere, che lancia i biancorossi verso l’appuntamento più atteso: domenica c’è il Derby, e il “Bonolis” dovrà essere una bolgia.

Pomante conferma Persano riferimento offensivo, con Borgarello Vitali dal primo minuto al posto di Carpani e Pietrantonio di nuovo sulla corsia mancina. Dall’altra parte Cuccu punta su Gallo terminale, con Traini e Abagnale a supporto.

Davanti a circa 300 tifosi biancorossi al seguito (settore ospiti esaurito già da giovedì), la partita parte con ritmo contenuto e tanta prudenza. Castelfidardo prova a far male in ripartenza: al 7’ Valentino sfila via e calcia a lato. Il Teramo risponde con un tentativo di Salustri e soprattutto con la prima vera chance al 24’: sinistro teso di Pavone che sfiora l’incrocio.

Nel complesso però la prima frazione resta avara di emozioni, con i biancorossi poco brillanti nella costruzione e spesso imbrigliati dal blocco basso marchigiano. Non manca un episodio dubbio: da corner di Sereni, contatto in area e fischio dell’arbitro per carica sul portiere, ma le proteste teramane non cambiano la decisione. Si va all’intervallo sullo 0-0, con la sensazione che serva tutt’altro piglio.

La ripresa si apre con un Teramo più aggressivo. Borgarello Vitali, ben servito, calcia largo da ottima posizione. Il match si accende.

Al 60’ però arriva la doccia fredda: su piazzato di Valentino, Gallo anticipa tutti e di testa trova l’angolino, superando Torregiani: 1-0.

Il Teramo incassa ma non si spegne. Anzi: al 61’ Pavone brucia l’uomo in area, tocco di mano e rigore. Dal dischetto Borgarello Vitali è glaciale: spiazza Osama e fa 1-1 al 63’. È la scintilla definitiva.

Pomante mette mano alla panchina: entrano Carpani e Mariani, poi Njambe all’esordio. Il Teramo spinge, sfiora il vantaggio con Njambe di testa (67’) e all’83’ va a centimetri dal colpo del ko: palo di Pavone su punizione.

Il gol è nell’aria e arriva al 76’: assist di Salustri, Mariani attacca l’area con cattiveria, si infila tra le maglie difensive e supera Osama con freddezza. 1-2 e primo centro in biancorosso, pesantissimo.

Nel finale il Teramo gestisce, con i cambi a consolidare: dentro Della Quercia e Kunze nel recupero, prima Ruini per Abagnale tra i locali. Dopo cinque minuti di recupero, la festa può esplodere sotto il settore ospiti.

Non è stata la prestazione più brillante, soprattutto nei primi 45 minuti, ma questa è la vittoria delle squadre che vogliono stare in alto: subisci, reagisci, ribalti. Il Teramo dimostra personalità, capacità di restare dentro la partita e colpisce nel momento giusto.

Ora però lo sguardo si sposta inevitabilmente sul prossimo appuntamento: domenica è derby, al “Bonolis” servirà tutto. Intensità, cuore e soprattutto il popolo biancorosso.