Da questo momento in poi, nel girone F di serie D, ogni gara può decidere una storia calcistica. Permanenza tra i dilettanti o approdo nel gradino più basso del calcio vero, quello dei professionisti. Il Teramo, dopo la brillante vittoria all’Angelini, è a un punto dalla vetta. A pari punti con l’Ancona, che riteniamo sia la concorrente più temibile. Per blasone (2 stagioni in serie A, 11 in serie B), per la dimensione sociale ed economica delle città, perché la gara di ritorno si giocherà in terra dorica. Di contro, il Teramo, nel giorno del signore 26 gennaio 2026 ha un organico molto più attrezzato degli anconetani i quali, com’è noto, ad inizio di stagione, sono partiti con una nidiata di ragazzi e senza ambizioni. Poi, però, qualcosa è cambiato in seno alla società dorica. E, ora, anche loro fanno sul serio.
Ieri, a Chieti, i biancorossi, e non poteva essere diversamente, hanno dominato, contro una compagine che nulla ha potuto contro lo strapotere del Teramo. Migliori in campo Alessandretti, Angiulli (subentrato all’infortunato Carpani) e Njambé, autore della prima rete.
Da domenica, sarà importante imporre, finalmente, la legge del Bonolis, senza lasciare punti come avvenuto in alcune occasioni, anche con squadre di media e bassa classifica (24 punti su 33 conquistati in casa). I biancorossi hanno conquistato pari punti in trasferta di quanto ne abbiamo acquisiti a Piano d’Accio. Un particolare da non sottovalutare e da approfondire.
Bella e netta vittoria del Giulianova contro il buon Fossombrone. I giallorossi si allontanano significativamente dalla zona play-out. Sconfitta inattesa, di contro, del Notaresco a Castelfidardo, contro il fanalino di coda. Una flessione ci può stare, visto il miracolo sportivo che i rossoblù stanno compiendo, con un budget alquanto misurato, rispetto alle dirette contendenti. Frutto del grande fiuto calcistico e anche del coraggio della dirigenza vomanese. Non a caso, nel Notaresco giocano ragazzi come il 2007 Taddei (14 presenze), il 2007 Pistillo (20 presenze e 2 reti), il 2006 Ciutti (8 presenze, rientrante dopo infortunio, che ha già maturato 39 presenze in D).
Insomma, un perfetto mix di veterani del calcio vero (Arrigoni, Infantino, Formiconi) insieme ad un gruppo di ragazzi ben assortiti.
Nel campionato di Eccellenza, dopo il pari e patta tra Lanciano ed Angolana, alla presenza di 2.000 spettatori, la Sant aggancia la capolista rossonera battendo di misura il Montorio. In casa vibratiana, è stata fatta una piccola rivoluzione dell’organico. I giallorossi vogliono approdare in serie D. Per quanto riguarda il Montorio, una sconfitta che pesa tanto ed aggrava ancor più la posizione dei gialloneri. Pareggio senza infamia e senza lode quello tra Pontevomano e San Salvo, che hanno soprattutto badato a non prenderle. Non pervenuto Di Ruocco nel San Salvo, annullato da Sorrini.
Impatta il Mosciano al Rodi contro il Sambuceto. Decisivo, ancora una volta, l’attaccante Centorame, alla settima marcatura. Bella vittoria della Torrese, a Penne, grazie alla rete di Duarte. Una riflessione finale la vogliamo fare, interpellando i migliori allenatori del pianeta.
Da molto tempo, in serie D, ma soprattutto in Eccellenza, Promozione e Prima categoria, molti allenatori utilizzano il ruolo del quinto (di destra, di sinistra o entrambi) per parcheggiare gli under. In quel ruolo, vengono schierati ragazzi che, nelle giovanili, hanno fatto gli attaccanti, i difensori centrali, i metodisti. Magari, in futuro, ci vedremo pure qualche portiere. La domanda è semplice.Perché? Comprendiamo che gli under debbano giocare per forza, cioè per regolamento. Pena sconfitta a tavolino. Riteniamo, però, che tali scelte pregiudichino il futuro di quei ragazzi, perché ne snatura le caratteristiche e ciò che hanno appreso nelle trafile delle giovanili. Peraltro, il ruolo del quinto è uno dei più completi e complessi. Devi sapere difendere (in fase di non possesso), devi sapere attaccare (in fase di possesso), devi sapere lanciare la palla, invertire il gioco, dribblare, segnare. Ma, soprattutto, devi avere una dote genetica, cioè la gamba, la corsa, la resistenza e la velocità. Doti che si possono solo lievemente migliorare. Invitiamo gli allenatori, almeno quelli dilettanti, ad avere un po’ più di coraggio, perché il ruolo del quinto non sia una riserva indiana o un minor danno, ma un ruolo decisivo, interpretato da chi ne è in grado.
GIGIRRIVA

