Pari e patta e tutti contenti. Il Teramo non riesce a battere l’Ostia e rimane terza in classifica, seppure ad un’incollatura dall’Ancona e dalla squadra laziale. A nostro avviso, un’occasione mancata, seppure la partita si era messa ancor peggio di quanto previsto. Infatti, al 65’ gli ospiti raddoppiavano l’iniziale vantaggio, archiviando in quel momento le aspirazioni biancorosse. Poi, sospinti da uno stadio gremito, i biancorossi azzeravano le consegne tattiche di Pomante e si buttavano a capofitto in attacco. Risultato finale? Un pareggio acciuffato in extremis, anche grazie ad un errore marchiano del portiere ospite, che mantiene pienamente a galla il Teramo. La gara ha dimostrato che l’Ostia, non appena il Teramo ha abbandonato ragionamenti e consegne, si è trasformata in una formazione più che battibile, capace di subire due reti in pochi minuti. La formazione di Pomante è padrona o serva di sé stessa. Nessuna altra formazione può schierare calciatori così forti, per la categoria. Da qui in avanti, crediamo, sarà opportuno non fare calcoli, né avventurarsi più in architetture cervellotiche. Il calcio è semplice più di quanto si possa mai pensare. Comanda sempre l’uno contro uno, la tecnica, la velocità, la capacità di segnare un gol più degli avversari. Sul due a due, si poteva osare ancora, visto che gli ospiti erano mentalmente e fisicamente in ginocchio? Oppure, si doveva riequilibrare la squadra, inserendo un difensore? Prospettive che dicono molto del Teramo di quest’anno. Una squadra il cui limite non è negli avversari. Abbiamo visto l’Ancona al Bonolis, l’Ostiamare, l’Aquila e così via. Mai abbiamo visto il dominio altrui. Se si possiede un auto sportiva è difficile che in autostrada si possa procedere a settanta chilometri orari. E’ difficile, quasi impossibile, non fare una sgasata ogni tanto. Se, di contro, si ha timore di un’imbarcata, di un impatto, del consumo di carburante allora è meglio procedere come un’utilitaria. Il campionato, nonostante tutto, è ancora lungo. Per approdare in serie C, il Teramo deve vincere tutte le prossime sei gare. Diciotto punti sono tanti, anche perché non crediamo che Ancona ed Ostiamare possano vincerle tutte. A dire il vero, se i biancorossi vincessero al Dorico ne basterebbero anche meno. L’Ostiamare vista ieri e vista dieci giorni fa è una buona squadra, seppure quasi mai si è resa pericolosa, se non sul due a due, quando il Teramo si è sentito appagato per il pareggio. Il limite dei biancorossi risiede nel senso delle dichiarazioni di fine gara. Sì è vero, pareggiare quando sei sotto, a sette minuti dalla fine per due a zero, è un miracolo. Azioni individuali (Pavone) e una mega mischia (voglia). Nessuna alchimia, insomma. A briglie sciolte, perso per perso, senza più regole di alcun tipo, il Teramo è uno squadrone. In termini assoluti, il pari in casa contro una diretta concorrente, dinanzi a migliaia di spettatori, è un’occasione persa.
GIGIRRIVA

