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Una bruttissima notizia ha colpito il calcio italiano: è morto Evaristo Beccalossi. L’ex fantasista dell’Inter Milan si è spento all’età di 69 anni nella sua Brescia, dopo un lungo periodo di sofferenza seguito al coma che lo aveva colpito nel gennaio 2025. A piangerlo anche “Gli Amici del calcio teramano”, che hanno voluto ricordare non soltanto il grande campione capace di incantare i tifosi negli anni ’70 e ’80, ma soprattutto l’uomo conosciuto e apprezzato durante una visita in Abruzzo nel 2024. Beccalossi è stato uno dei simboli del calcio italiano di quegli anni: talento puro, genio e sregolatezza, dotato di una tecnica sopraffina e di un dribbling dal sapore sudamericano. Amava scherzare dicendo che, prima di ogni partita, i suoi compagni non sapevano mai se avrebbero giocato in dieci o in undici, tanto era imprevedibile il suo estro in campo. Ma il ricordo più forte custodito dagli Amici del calcio teramano è quello dei giorni trascorsi insieme a lui tra Giulianova e Teramo. “Abbiamo avuto l’onore di conoscerlo invitandolo nel 2024 – raccontano Vincenzo Di Antonio e Diego Di Feliciantonio – e con lui vivemmo due giornate indimenticabili”. Il primo appuntamento fu all’Hotel Europa di Giulianova, insieme ai tifosi nerazzurri, con l’avvocato Enrico MazzarellI a fare gli onori di casa. Poi la serata al Columbus, in un clima di festa tra racconti, sorrisi e fotografie ricordo con il campione. Il giorno seguente Beccalossi venne accompagnato a Teramo, dove incontrò al Caffè Grand’Italia il sindaco Gianguido D’Alberto, che gli consegnò un trofeo celebrativo durante un rinfresco offerto da De Remigis, proprietario del locale. Con lui c’era anche la giornalista Eleonora Rossi, descritta dagli amici teramani come “bellissima e dolcissima accompagnatrice”, rimasta sempre al suo fianco. “Solo due giorni insieme, ma sembrava di conoscerci da una vita – scrivono ancora gli Amici del calcio teramano –. Evaristo, ci piange il cuore, ma ti ricorderemo sempre con la gioia di averti conosciuto. Eleonora custodirà il fuoco del tuo ricordo”. Un addio carico di affetto e nostalgia per un campione che ha lasciato un segno profondo non solo nel calcio italiano, ma anche nel cuore di chi ha avuto la fortuna di incontrarlo lontano dai riflettori.